giovedì 9 dicembre 2010

Haiti, elezioni: al ballottaggio Mirlande Manigate e Jude Celestine. Due morti per le proteste

La costituzionalista ed ex first lady Mirlande Manigat del partito “Rassemblement des démocrates nationaux progressistes” o RDNP ha ottenuto il 31,37% dei voti contro il 22,48% di Jude Celestine di INITE (Unità), candidato “di governo” vicino all’attuale presidente Preval, e in terza posizione, con solo 6.845 voti di differenza e il 21,84% del totale, c’è il “candidato del popolo”, il cantante Michel Martelly di Repons peyizan (Risposta del popolo). Il 16 gennaio andranno quindi al ballottaggio Manigat e Celestine e il 7 febbraio il vincitore assumerà l’incarico di presidente di Haiti.  Esistono comunque buone possibilità che, nel caso dovesse vincere Manigat, ci sia la cosidetta “coabitazione” tra un presidente sostenuto da un partito diverso da quello che ha più parlamentari. Infatti pare che INITE riesca ad ottenere la maggioranza dei seggi di camera e senato. La partecipazione al voto è stata stimata intorno al 42%.

Nelle prime ore del mattino di oggi, 8 dicembre, il quartier generale del partito al potere, INITE, è stato attaccato ed incendiato da alcune migliaia di manifestanti, simpatizzanti di Martelly, che hanno denunciato una frode elettorale. In un primo momento, l’ipotesi di una frode su grande scala in favore di Celestine era stata avallata anche dalla maggior parte dei candidati alle elezioni (12 su 18) ma poi scartata poche ore dopo. Ciononostante, i dati ufficiali forniti dal CEP, Consiglio elettorale provvisorio, l’istituzione haitiana preposta all’organizzazione e al conteggio dei voti, discrepano da quelli del CNO, Consiglio nazionale d’osservazione (organo formato da oltre 5.500 osservatori indipendenti) che invece darebbe il secondo posto a Martelly. L’impugnazione del voto può essere formalmente presentata al consiglio elettorale prima del 10 dicembre e il risultato definitivo sarà formulato eventualmente prima del 20 dicembre. Le manifestazioni di oggi hanno già provocato due morti a Cayes. American Airlines ha sospeso i voli da e per Haiti mentre l’ambasciatore americano ha esortato a rifare un attento conteggio dei voti.

Fabrizio Lorusso

I risultati completi del CEP: http://www.haitilibre.com/article-1859
Profilo dei due candidati: Manigat e Celestine

lunedì 6 dicembre 2010

Haiti, oltre 2000 morti per il colera 90.000 i casi di contagio da ottobre

L'EPIDEMIA

Haiti, oltre 2000 morti per il colera
90.000 i casi di contagio da ottobre

Almeno 140 persone decedute negli ultimi giorni nella parte Sud-Ovest, che finora si era salvata dalla diffusione della malattia. La gente ha paura e riemergono le superstizioni: 14 persone sono state linciate negli ultimi giorni dalla folla, che li accusava di essere 'untori'

PORT-AU-PRINCE - L'epidemia di colera a Haiti ha causato la morte di oltre duemila persone da quando è comparsa a metà ottobre, mentre i casi registrati sono circa 90.000. Lo ha detto oggi il ministero della Salute. Secondo le autorità sanitarie locali almeno 140 persone sono morte negli ultimi giorni nella parte sud-ovest di Haiti, una zona che finora non era stata toccata dall'epidemia di colera.

La paura fa tornare a galla le credenze locali, legate alla stregoneria. "Abbiamo avuto un gran numero di decessi in comunità in cui le persone associano la malattia alla stregoneria", ha spiegato Duvelson Angello, responsabile sanitario a Grand Anse. Nella stessa regione almeno 14 persone, accusate di stregoneria, sono state linciate negli ultimi giorni da folle inferocite che li accusano di diffondere il colera con sostanza magiche.

A Grand Anse, "abbiamo un problema culturale", ha spiegato ancora Angello. "La gente pensa che la malattia sia soprannaturale, non segue le raccomandazioni mediche e preferisce andare da guaritori che però magari sono anche loro malati".  

6 Dicembre 2010 

Articolo originale: http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2010/12/06/news/haiti_oltre_2000_morti_per_il_colera-9891481/?ref=HREC1-11


domenica 28 novembre 2010

Haiti : il voto all'inferno

HAITI 1986 OU LA DANSE SUR LE VOLCAN

foto inviata da Fabrizio Lorusso - Città del Messico (Mexico)
29 Novembre 2010
dal calendario dell'avvento 2010
www.stellacometa.biz

HAITI 1986 OU LA DANSE SUR LE VOLCAN  (A mon frère Guy)
il faudra l’éruption du volcan pour que cesse la danse
la montagne et ses cendres écarlates pour engloutir
les châteaux de l’inconscience
le fleuve et ses laves de feu pour chasser la puanteur où la
négraille grouille comme des vers
le griot retourné aux sources africaines
parle d’un pays en trois morceaux
Haïti de la piraterie
Haïti de la bouffonnerie
Haïti de la tragédie
entre la tête d’or du monstre
et ses jambes que la gangréne pourrit
ces vastes terres vagues ce no man’s land
dont l’une des frontières atteint les cîmes glacées
du mépris
et l’autre voisine avec le cratère d’où jaillissent
les hautes flammes de la colère
il faudra l’explosion du volcan pour que cesse la danse
sauf sur la mer
face à la masse blanche du palais assis sur ses pattes
au milieu des flots verts que lèchent les pieds du
grand escalier à demi circulaire
liberté en guenilles
liberté nue
le peuple a conquis la parole et les rues
j’ai vécu pour ce jour où je plonge dans
mon peuple

comme dans les flots verts de mon enfance
l’embouchure de l’adolescence dont le courant m’emmène
à la mer
femme dont je suis né
toi qui m’as ressuscité
femme qu’à ton image j’ai créée
l’itinéraire du poète débouche sur l’épopée
Colomb jeté à la mer avec son épée et sa croix
dans le sillage des caravelles les négriers des colons
les cuirassés
de l’Occupation et les bateaux démâtés des marrons
de l’océan
dans le sillage des caravelles de Colomb
jeté à la mer avec son épée et sa croix
et à sa place
machette au clair
Péralte debout
porté par les vagues de la liberté
je me baigne dans les eaux de l’avenir
je vogue sur la tempête qui balaie l’île
je vogue dans la gueule de l’orage qui laisse la terre neuve
comme au premier jour
femme
j’ai vécu pour ce jour où je plonge dans mon peuple
comme dans l’ouragan de l’amour

HAITI 1986 O LA DANZA SUL VULCANO (a mio fratello Guly)

ci vorrà l’eruzione del vulcano perché cessi la danza
la montagna e le sue ceneri scarlatte per inghiottire
i castelli dell’incoscienza
il fiume e le sue lave di fuoco per cacciare la puzza in cui
la negraglia brulica come vermi
il griot ritornato alle fonti africane
parla di un paese in tre pezzi
Haiti della pirateria
Haiti della buffoneria
Haiti della tragedia
tra la testa d’oro del mostro
e le sue gambe che la cancrena imputridisce
queste vaste terre incolte queste no man’s land
di cui una delle frontiere raggiunge le cime ghiacciate
del disprezzo
e l’altra vicina al cratere da cui scaturiscono le
alte fiamme della collera
ci vorrà l’esplosione del vulcano perché cessi la danza
salvo sul mare
di fronte alla massa bianca del palazzo seduto sulle zampe
in mezzo a flutti verdi che lambiscono i piedi del
grande scalone semicircolare
libertà vestita di stracci
libertà nuda
il popolo ha conquistato la parola e le strade
io ho vissuto per questo giorno in cui m’immergo
nel mio popolo
come nei flutti verdi della mia infanzia
la foce dell’adolescenza la cui corrente mi trascina
al mare

donna da cui sono nato
tu che mi hai resuscitato
donna che a tua immagine io ho creato
l’itinerario del popolo sfocia nell’epopea

come la fonte al ruscello il ruscello al torrente il torrente
al fiume e il fiume al mare
l’itinerario del popolo sfocia nell’epopea
Colombo gettato in mare con la spada e la croce
nella scia delle caravelle le negriere dei coloni le corazzate
dell’Occupazione e i battelli disalberati dei fuggiaschi
dell’oceano
nella scia delle caravelle di Colombo
gettato in mare con la spada e la croce
e al suo posto
machete di luce
Péralte in piedi
portato dalle ondate della libertà
io mi bagno nelle acque dell’avvenire
io navigo sulla tempesta che spazza l’isola
io navigo nelle fauci della burrasca che lascia la terra nuova
come il primo giorno
donna
io ho vissuto per questo giorno in cui m’immergo nel mio popolo
come nell’uragano dell’amore


PAUL LARAQUE     (Poeta haitiano, 1920-2007)

L'AMORE al tempo del COLERA

L'AMORE al tempo del COLERA
è il tema del Calendario dell'Avvento 2010
sul sito internet http://www.stellacometa.biz/

giovedì 25 novembre 2010

Haiti senza aiuti

Haiti senza aiuti

RADIO POPOLARE ROMA: A 9 mesi dal terribile terremoto di Haiti e
dalle tante promesse mediatiche internazionali siamo ancora
in piena emergenza ed è sopraggiunta un'epidemia di colera.
Ne parliamo con Fabrizio Lorusso (intervista del 31 ottobre 2010)

venerdì 19 novembre 2010

Haiti Emergency - il sito internet per aiutare Haiti

Haiti Emergency - il sito internet per aiutare Haiti
nelle sezioni interne: LA MIA SCUOLA PER HAITI
www.haitiemergency.org
 
Haiti non deve morire!
Il progetto nasce dall'azione congiunta di haitiani e persone di buona volontà di tutto il mondo che amano Haiti e il suo popolo. Nasce dall'idea che è necessario aiutare e portare solidarietà, ma ogni aiuto deve favorire le possibilità di ripresa e autogestione degli haitiani, per poter uscire dall'impoverimento in cui il mondo li ha messi. Cicloni, terremoto e ora colera... Una tempesta di sventure si è accanita contro Haiti! Insieme possiamo cambiare questa realtà e far trionfare la verità, la giustizia e i diritti... per una nuova Haiti!!!

Haiti è un paese non povero ma impoverito. Impoverito da tutte le nazioni che, nel corso della storia, si sono impossessate delle sue risorse.
Un intervento nell'isola delle Antille deve tener conto di ciò e muoversi perché ogni aiuto sia una opportunità per recuperare le risorse che le sono state sottratte.
Ci muoviamo partendo dall'Emergenza e dalla Solidarietà , perché Haiti è in una continua emergenza.  Ma vogliamo realizzare una prospettiva di liberazione dalle logiche dell'emergenza, perché gli haitiani possano ritornare ad essere gli attori del loro futuro.
Per far ciò è necessario AIUTARE, stimolando tutte le azioni che realizzano non solo attività nel presente, ma costruiscano le fondamenta della casa del futuro.
L'educazione è il primo passo. Attraverso la scolarizzazione dei bambini e la sensibilizzazione a una migliore igiene, per la prevenzione del colera.
L'informazione è altrettanto importante degli aiuti materiali. Non ci sono solo le televisioni e la carta stampata. Nell'epoca della globalizzazione basta dire la verità e questa, pian piano, si farà strada e... CAMBIERÀ LA REALTÀ!
Ognuno può collaborare come crede: inviando una donazione, diffondendo le notizie, realizzando eventi, partendo come volontario, ecc.
Per l'aspetto culturale Haiti ha molto da dare, e noi possiamo unirci dando del nostro... Con le scuole realizzeremo gemellaggi culturali. Per il Carnevale 2010 faremo si che i ritmi e i colori di Haiti siano in tutto il Mondo.
Lo potremo fare con l'AIUTO di TUTTI/E, anche con il TUO!

Il sito è in quattro lingue: ITALIANO, FRANCESE, INGLESE e SPAGNOLO

puoi visitarlo qui: www.haitiemergency.org

martedì 16 novembre 2010

Rivolte e Colera ad Haiti

La rabbia di Haiti contro i caschi blu

In mille marciano contro il quartier generale delle forze dell'Onu, accusate di essere la causa del contagio che ha portato all'epidemia nel paese terremotato. Barricate, lanci di pietre e lacrimogeni, decine di feriti (da La Repubblica.iT)

domenica 14 novembre 2010

I primi interventi di aiuto alla popolazione di Haiti


Primi interventi di aiuto realizzati con le donazioni inviate dall'Italia

1) Sensibilizzazione sul pericolo imminente di Colera nella capitale Port au Prince, attraverso il volantinaggio, l'approccio diretto, lezioni d'igiene e distribuzione di sapone.
2) Incontro con un gruppo di donne attiviste, lezioni d'igiene e distribuzione di sapone.
3) Distribuzione di acqua potabile e di sapone in una scuola elementare di Port au Prince, lezioni d'igiene e distribuzione di sapone.

Un grande GRAZIE all'organizzazione e ai militanti di AUMOHD per il lavoro che stanno svolgendo a Port au Prince.

Le premieres opérations d'aide fait avec des dons envoyés par l'Italie

1) La sensibilisation sur le danger du choléra dans la capitale Port-au-Prince, par des prospectus, l'approche directe, des leçons en matière d'hygiène et de la distribution de savon.
2) Rencontre avec un groupe de femmes activistes, des leçons en matière d'hygiène et de la distribution de savon.
3) Distribution de l'eau potable et du savon dans une école primaire à Port-au-Prince, des leçons en matière d'hygiène et de la distribution de savon.

Un grand MERCI à l'organisation et des militants AUMOHD pour le travail qu'ils font à Port-au-Prince.

martedì 9 novembre 2010

Il nostro progetto per i bambini di Haiti

Da Haiti arrivano spesso cattive notizie: Gli uragani, il terremoto, i colpi di stato, e ora il Colera che sta mietendo tantissime vittime.
Una buona notizia è invece che il nostro progetto a favore dei bambini di Haiti sta andando avanti. 
Dopo la missione effettuata nella scorsa primavera, e gli aiuti già inviati, oggi siamo riusciti ad inviare una nuova donazione per i progetti di scolarizzazione dei bambini e l'emergenza in atto per l'epidemia di Colera.
La donazione si è potuta inviare grazie all'aiuto dei bambini di una scuola in provincia di Lecce, e all'aiuto di un amico/sottoscrittore di Trieste.
Contiamo su tutti/e voi perché quest'atto possa essere solo l'inizio di una lunga serie di aiuti ai bambini di Haiti.

(nella foto Italo Cassa e i bambini della Scuola del Campo di Petion Ville ad Haiti)

lunedì 8 novembre 2010

L'epidemia di Colera continua a mietere vittime

Cholera confirmed for resident of Haiti's capital

A woman holds a serum bag as she helps a relative with cholera symptoms at the the St. Nicholas hospital in Saint Marc, Haiti, Monday, Nov. 8, 2010. After at least 20 people died when Hurricane Tomas brushed past Haiti, officials are now turning their attention back to a worsening cholera epidemic that has killed more than 500 people and hospitalized more than 7,300. (AP Photo/Ramon Espinosa)

The cholera epidemic has spread into Haiti's capital, imperiling nearly 3 million people living in Port-au-Prince, nearly half of them in unsanitary tent camps for the homeless from the Jan. 12 earthquake.
Health authorities told The Associated Press on Monday that tests confirmed a 3-year-old boy who hadn't been out of the city had caught the disease. More than 100 other suspected cholera cases among city residents also were being tested.
The outbreak has already killed at least 544 people in Haiti, Health Ministry Executive Director Gabriel Timothee told the AP.
http://www.salon.com/wires/allwires/2010/11/08/D9JCF3O02_cb_haiti_disease_outbreak/

domenica 7 novembre 2010

Haiti: colera, sale bilancio morti

Oltre 500 le vittime dell'epidemia, 7.359 i ricoverati

(ANSA) - PORT-AU-PRINCE, 6 NOV - Sale ancora drammaticamente il bilancio dei morti causati dall'epidemia di colera d Haiti. I morti accertati per l'epidemia sono 501, mentre i ricoverati sono saliti a 7.359. In sostanza, secondo i dati ufficiali, il colera ha ucciso circa 32 persone al giorno, da quando e' stato individuato il 20 ottobre. Le autorita' hanno deciso l'evacuazione di 2.000 persone dal campo di Corail, uno dei piu' affollati dopo il terremoto che ha devastato l'isola a gennaio.

ANSA - articolo originale: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/11/06/visualizza_new.html_1704026669.html

venerdì 5 novembre 2010

Haiti/ Uragano Tomas raggiunge il paese, già 3 morti


Port au Prince, 5 nov. (Apcom) - La tempesta tropicale Tomas, nel frattempo diventato un vero e proprio uragano, ha raggiunto Haiti. Il primo impatto è già impressionante. Le piogge hanno già inondato diverse città mentre per il momento si registra un bilancio di 3 morti. Ad Haiti molte migliaia di persone vivono ancora nelle tendopoli e in campi di fortuna dopo il terremoto del gennaio scorso che fece 250.000 morti e più di un milione di senza tetto. Le autorità del paese hanno ordinato la chiusura della scuole e hanno iniziato a evacuare decine di migliaia di persone. Nel campo di Corail Cesselesse, il più grande nella zona di Port-au-Prince, centinaia di tende sono state abbandonate ma la maggior parte dei residenti si rifiuta di lasciare i suoi alloggi di fortuna. Su tutto il territorio dell'isola è stato dichiarato lo stato di "allarme rosso".La tempesta ha già fatto almeno 14 morti nella piccola isola di santa Lucia. 
Fonte APCOM - articolo originale: http://www.apcom.net/newsesteri/20101105_184647_285b4db_102094.html

L'ONU accélère les préparatifs à l'approche de l'ouragan Tomas

giovedì 4 novembre 2010

Dopo Terremoto e Colera è in arrivo su Haiti l'Uragano Thomas

E' previsto tra stasera (4 Novembre) e domani l'arrivo ad Haiti dell'uragano Thomas.
La popolazione di Haiti è molto preoccupata per il disastro che potrebbe arrecare, visto che 1,1 milioni di persone vivono ancora in situazioni e alloggi di emergenza, dopo il terremoto dello scorso Gennaio.
Il presidente René Preval ha intrapreso un tour per convincere le persone ad abbandonare le zone più a rischio. Di fronte però alla mancanza totale di alternative valide, alle seppur molto precarie condizioni di alloggio, sono in pochissimi quelli che stanno accettando la proposta.

Haiti, come sopravvivere al colera : Parla un volontario di Terre des Hommes


Haiti, come sopravvivere al colera

Parla un volontario di Terre des Hommes

Gennaio 2010: la terra trema ad Haiti. Ottobre  2010: il colera miete vittime. In un quadro di povertà e degrado. Immaginate la piazza principale di una capitale invasa da un accampamento. La notte non una lampada alogena ma la luce fioca di qualche lume a petrolio a rischiarare l’interno delle tende. E la violenza, sulle donne e sui minori.
È Port-au-Prince, la capitale haitiana. Unico spiraglio, i volontari. Abbiamo parlato con uno di loro, Luca Guerneri, delegato di Terre des Hommes ad Haiti.

Colera e Haiti. L’ultimo bollettino conta 333 morti e 4.676 contagiati. In quali aree si è diffusa l’epidemia?È ristretta a due aree: Artibonite e la zona centrale. A Port-au-Prince si sono verificati contagi isolati di persone che avevano visitato le aree a rischio: non ci sono focolai nella capitale.

Il terremoto di qualche mese fa. A che punto è la ricostruzione?A un punto morto. Non si sa neanche dove spostare le macerie.

L’Oms ha dichiarato che non è ancora stato raggiunto il picco dell’epidemia. Qual è lo stato d’animo della popolazione?È abbastanza tranquillo chi vive nella propria casa. Più preoccupato chi vive nei campi che sono densamente popolati e versano in condizioni igieniche precarie. È stata condotta una campagna di sensibilizzazione con la trasmissione di spot da parte del governo che invitano a lavarsi le mani e a evitare frutti di mare e pesce.

Sono arrivati gli aiuti dei governi promessi all’indomani del terremoto?Della montagna di aiuti promessi pochi sono giunti a destinazione. Una delle cause è la mancanza di know-how istituzionale da parte delle autorità haitiane.

Cioè?I fondi dei governi esteri sono bloccati perché il governo di Haiti non ha ancora fornito gli standard con cui bisogna realizzare i progetti. Se tali risorse non saranno allocate entro il 31 dicembre, termine dell’anno amministrativo, i governi le ritireranno. Le cooperazioni hanno offerto ingenti somme che potrebbero essere allocate in settori strategici come la costruzione di ponti e strade.

Gli aiuti dei volontari riescono a essere efficaci?Le Ong stanno riuscendo a fare qualcosa in più. Hanno un apparato più elastico per gestire situazioni anomale ma si tratta di risorse molto più esigue rispetto a quelle stanziate dai governi.

Come vive il colera, l’haitiano?Sembrerà strano dall’Italia, ma ci sono dei problemi più pressanti per gli abitanti di Haiti come la mancanza di uno sbocco professionale per i giovani e la condizione di estrema povertà. La gente non pone il colera tra le sue priorità.

Quali potrebbero essere le conseguenze se fosse infettata anche la capitale Port-au-Prince?Nella capitale vive un terzo della popolazione, è altissima la densità di abitanti al metro quadro. In caso di contagio nella capitale dubito che sia possibile approntare adeguati centri di contenimento e disporre di sufficienti fluidi iniettabili e antibiotici necessari per contrastare la malattia.

Crede che una migliore profilassi igienica sia sufficiente a contrastare l’avanzare dell’epidemia?Penso di sì. Il colera non è una malattia subdola, ha uno sviluppo rapido ed è facile da contenere.

A volte, però il colera può essere causato dal cattivo funzionamento del sistema fognario.Il sistema fognario è inesistente. Solo nelle case di pochi fortunati, ci sono le latrine in fossa asettica. Ma si tratta di casi sparuti. Questa mancanza può favorire l’insorgenza non solo del colera ma di tutte le malattie a trasmissione oro-fecale.

C’è stato chi ha individuato la causa del colera, debellato 100 anni fa nell’isola, in un’unità di peacekeeper nepalesi dell’Onu perché le stesse nazioni unite hanno fatto analizzare i campioni degli scarichi della loro base.Non è stato confermato che questa sia la causa. Ritengo improbabile che le Nazioni Unite inviino soldati senza un precedente controllo medico accurato.

Che progetti realizzati o in cantiere da parte di Terre des hommes?Abbiamo edificato una clinica nella zona più povera di Port-au-Prince, riabilitato due orfanotrofi, rimesso in sesto una scuola e costruendo tre scuole ex novo.

Ci sono episodi di violenza?L’ordine pubblico viene gestito in malo modo. La gente è esasperata. Sono state segnalate situazioni di compravendita o affitto delle tende. A mettere in atto questa sorta di “pizzo” sono i cosiddetti capicampo legati a doppio filo con la malavita locale. Lo stato della violenza sessuale è allarmante, a pagarne le spese le donne ma anche i minori. Le Ong stanno mettendo in atto opere di protezione dell’infanzia. Tutto è reso difficile da una gestione dei campi schizofrenica: da un lato le Ong che cercano di tamponare i danni, dall’altro le gerarchie locali che mal sopportano una gestione esterna e ostacolano.

Qual è la situazione economica?Drammatica. Paradossalmente l’arrivo di una grande mole di operatori umanitari ha creato una situazione difficile per il mercato dei prezzi. L’ampio potere di spesa dei 14mila volontari giunti sul posto facilita la crescita dell’inflazione.
Maria Rosa Pavia da TGCOM del 3/11/2010
(articolo originale: http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo494854.shtml)

giovedì 28 ottobre 2010

Haiti al tempo del Colera



Lo spettro del colera si aggira su Haiti, già colpita dai cicloni devastanti e dal terremoto annientatore.
Una maledizione sembra incombere sull’isola che per prima si liberò dalla schiavitù.
Studenti a Saint Marc hanno contestato, non la mancanza di aiuti, ma la possibilità che si potesse aprire un ospedale di MSF proprio nel loro quartiere. Il colera va tenuto alla larga, i poveri contro i poveri.
La comunità internazionale, dopo essersi fatta bella con le promesse, si tiene alla larga anch’essa da questo scenario. Le notizie arrivano in modo frammentario: (C’è – Non c’è – C’è ma è contenuto… 200, no… 300 morti, ma è tutto sotto controllo!) E così di Haiti non si parla più, o quasi. Solo sui piccoli organi di informazione, sulle notizie di agenzia… ma le notizie sono sempre solo quelle, mentre dagli haitiani arrivano grida d’allarme e richieste d’aiuto che restano più o meno inascoltate.

Che cosa evoca il Colera?

E’ la morte silenziosa… arriva in modo subdolo e miete molte vittime in pochissime ore… Non sai come difenderti perché non sai da dove arriva e come arriva. Sarà l’acqua? Saranno i pesci del fiume? Sarà l’aria o qualcos’altro?
E’ comunque una malattia che si trasmette nella povertà, nell’estrema povertà e condizioni igieniche ben al di sotto di quanto umanamente tollerabile.
E poi la parola stessa… deriva dal greco choléra, da cholé (= bile) e indica la malattia che scarica con violenza gli umori del corpo e lo stato d'animo conseguente: la collera.
Ma non saremo anche noi stessi vittime del Colera senza che ce ne siamo mai accorti? Eppure le cronache registrano continui episodi di Collera spesso assassina.
Ma dov’è l’Amore? E’ o non è più forte del Colera, della cieca Collera?
Probabilmente la differenza la facciamo NOI, con le nostre SCELTE. Anche in questo caso, quello di Haiti. Se scegliamo l’amore ci avviciniamo ai sofferenti affrontandone tutti i rischi… con la consapevolezza però che questa è l’UNICA STRADA per VIVERE REALMENTE!

Haïti à l'époque du choléra
Le spectre du choléra erre en Haïti, déjà frappé par le cyclone dévastateur et tremblement de terre destructeur. Une malédiction semble résider dans l'île qui a libéré le premier de l'esclavage. Les élèves de Saint Marc contesté, ne manque pas de l'aide, mais la possibilité qui pourraient ouvrir un hôpital de MSF dans leur propre quartier. Le choléra devrait être évité, les pauvres contre les pauvres. La communauté internationale, ayant fait gentil avec les promesses, est loin de ce scénario. Les nouvelles viennent au coup par coup (il est- Non - il est sous contrôle ... 200, 300 ... morts, mais il a tout sous contrôle!) Ainsi, d'Haïti n'est pas parlé plus, ou presque. Seulement de petits corps de l'information, l'agence de nouvelles ... mais les nouvelles sont toujours seulement ceux, tandis que les Haïtiens lancement des cris d'alarme et des appels au secours qui restent plus ou moins inconnus.



Qu'est-ce évoque le choléra?


Et "la mort silencieuse ..." il vient en tant subtil et tue les victimes en quelques heures ... Ne sais pas comment vous défendre parce que vous ne savez pas d'où il vient et comment y arriver. Il sera l'eau, ou quelque chose? Ils poissons dans la rivière? Il sera l'air? Est une maladie qui se transmet dans la pauvreté, l'extrême pauvreté et des conditions d'hygiène bien en deçà de ce qui est humainement supportable. Et puis ... le mot lui-même dérive du grec choléra, par Chol (= bile) et indique que la maladie de téléchargement de la violence avec les fluides corporels et l'ambiance qui en résulte: la colère. mais nous sommes nous-mêmes victimes du choléra, sans qu'il nous n'avons jamais remarqué? Pourtant, les écrivains chronique suite des incidents de la colère souvent meurtrières. Où est l'amour? Est ou non est plus fort que le choléra, la colère aveugle? Probablement, la différence est que nous faisons avec nos choix. Même dans ce cas, celui d'Haïti. Si nous choisissons l'amour nous nous approchons de la souffrance en abordant tous les risques ... mais en sachant que c'est la seule façon de vraiment vivre!

mercoledì 27 ottobre 2010

Messaggio di Evel Fanfan da Haiti

Qui in Haiti, c'è molta confusione tra le informazioni che provengono dallo Stato e quelle della stampa. Inoltre, vi è una diffusione molto ampia dell'epidemia. Come esempio, a Cité Soleil, la più grande baraccopoli del paese, 30 persone sono state affette dal colera, il Nord è anche toccato. Quindi dobbiamo dire alla stampa italiana di fare molta attenzione. Il pericolo è ancora molto grande. Dobbiamo continuare con la mobilitazione.

Ici, en Haiti, il y a beaucup de confusion entreles informations de l'Etat et celles de la presse. En plus, il y a une tres forte propagation de l'epidemie. A titre d'exeple, a Cite Soleil, la plus grande bidonville du pays, 30 personnes ont ete afectees par le cholera, le Nord est aussi touche. Donc, il faut dire a la presse Italienne faite attention. Le danger est en core tres grand. Il faut continuer avec la mobilisation.

Evel Fanfan - Haiti

Riaperti i mercati alla frontiera Dominicana

Il ministro della Salute della Repubblica Dominicana, Bautista Rojas, ha annunciato la riapertura dei mercati che si svolgono alle frontiere con Haiti

Haiti : in attesa...

APCom Haiti/ Proteste per timore del colera: infettate 3.700 persone

Port-Au-Prince, 27 ott. (Ap) - Il timore di un'epidemia di colera ha scatenato proteste nell'isola di Haiti, dove nell'ultima settimana la malattia ha ucciso 284 persone e ne ha infettate altre 3.769. Circa 300 persone, soprattutto studenti, hanno lanciato pietre e almeno una bottiglia molotov per protestare contro l'apertura di un centro sanitario di Medici senza frontiere nella città di St. Marc. I manifestanti hanno detto di temere che la clinica porti la malattia anche nella loro città. Per sedare la protesta sono intervenuti anche i caschi blu dell'Onu in tenuta anti-sommossa, al fianco della polizia, ma sono stati i funzionari sanitari a garantire ai dimostranti che la clinica non avrebbe aperto nel loro quartiere. La struttura, dotata di 400 posti letto, avrebbe dovuto favorire la reidratazione e il trattamento delle persone colpite da colera, malattia debellata ad Haiti da oltre 100 anni e riapparsa la scorsa settimana nel nord del Paese a causa della cattiva qualità dell'acqua potabile.  
(articolo originale: http://www.apcom.net/newsesteri/20101027_073224_35b7061_101172.html)

lunedì 25 ottobre 2010

Le voci dimenticate di Haiti su Radio3Mondo

Domani 26 Ottobre su RADIOTRE: 'RADIO3 MONDO'
dalle 11.30 alle 12.00

Acqua per Haiti : Un primo nostro aiuto a breve

Stiamo lavorando per portare entro breve un primo camion di acqua potabile nelle zone colpite dall'epidemia di colera ad Haiti, grazie a una parte del fondo per i bambini di Haiti, che è stato inviato dai bambini dell'Istituto Comprensivo di Scorrano in Puglia (LE).
In questo momento l'organizzazione partner Haitiana AUMOHD, di Port au Prince, si sta organizzando in tal senso (c'è da tenere conto però che tra l'Italia e Haiti ci sono adesso 7 ore di differenza, quando da noi è mezzogiorno li sono le 5 di mattina).
Abbiamo attivato un Blog: http://haitiemergency.blogspot.com/ e una Pagina Facebook: http://www.facebook.com/pages/Emergenza-Haiti-Urgence-Haiti-Haiti-Emergency/160614243961140 dedicati alla nuova emergenza Colera, in un paese (Haiti) dove in realtà l'EMERGENZA non è mai finita
Dal Blog e dalla Pagina Facebook è possibile inviare una DONAZIONE per l'aiuto ai bambini e alla popolazione di Haiti.

La Scuola di Pace - Roma
www.lascuoladipace.org

Video: Aiutiamo i Bambini di Haiti

La Missione effettuata dalla Scuola di Pace ad Haiti

domenica 24 ottobre 2010

Fila di persone in attesa di essere ammesse all'ospedale di Saint Marc

La situazione igienica (e non solo) ad Haiti

In questa foto scattata ad Aprile si può vedere l'immondizia nei corsi d'acqua di Port au Prince.
Questa scena l'abbiamo ritrovata dappertutto in Haiti.
Quando piove, e li quando piove... piove parecchio, i liquami, l'acqua e il fango piombano sulla popolazione che vive (?) in tende improvvisate, spesso fatte con semplici teli di plastica...

Per le strade ci sono tanti "mercatini" dove si vende di tutto, e dove si cucina anche, in condizioni assolutamente non igieniche.
Ma i mercatini sono tutto per gli haitiani, per vendere e ricavare qualche soldo; e per comprare a prezzi più convenienti rispetto ai pochi supermercati aperti, riservati di fatto alle fasce più ricche della popolazione.
In queste condizioni i batteri del colera sono a casa loro! Ma che vuoi che importi al mondo di qualche centinaio di morti in più ad Haiti, dopo che ne sono morti più di 300.000 solo nel terremoto di Gennaio?...
Quando siamo stati ad Haiti passavano numerose macchine dell'ONU e delle organizzazioni non governative, ma l'unica organizzazione che abbiamo visto veramente presente, nei tanti ospedali che gestiscono, e anche nelle tendopoli tra la gente, è MSF Medici Senza Frontiere.
La storia di Haiti è una storia di sopraffazioni, di violenze, di colpi di stato...
La strategia migliore è quella di dare agli haitiani la possibilità di risollevarsi dalla condizione di miseria in cui sono stati messi per decenni da paesi come gli USA, poter gestire la loro vita, il loro progresso da soli!

Video: Haiti, i dannati della terra

Video: Haiti, i dannati della terra
estratto dal servizio realizzato da Silvestro Montanaro ad Haiti, per il programma "C'era una volta", andato in onda su RAI3 il 17 Giugno 2010, si possono ascoltare le testimonianze dirette degli esponenti della Società Civile Haitiana, una nazione non povera, bensì impoverita!

sabato 23 ottobre 2010

Le notizie da Haiti sono ignorate dai Media italiani

Le notizie drammatiche provenienti da Haiti sono ignorate, o relegate come piccoli trafiletti, dai Media Italiani.
Probabilmente sono reputate più importanti le polemiche quotidiane inerenti i lavori parlamentari, o il racconto macabro dalla provincia di Taranto.
Diamoci da fare per cambiare la situazione: Internet è ormai il vero "mezzo di comunicazione" per una informazione vera e di base.

Il colera ad Haiti

Per inviare una donazione

Si può inviare un contributo: 
1) tramite bonifico bancario bonifico bancario intestato a:  
"La Scuola di Pace" c/c 0744-000159612 Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila Agenzia Roma 3 - IBAN: IT49M0604003204000000159612, codice Swift per l'invio dall'estero : BPMOIT22XXX (specificare nella causale:  EMERGENZA HAITI - HAITI EMERGENCY)
2) Con Paypal o Carta di Credito (questo è il metodo più veloce), dal nostro sito internet http://www.haitiemergency.org, tramite il pulsante DONAZIONE

Partecipa anche alla pagina Facebook

Oltre al blog abbiamo aperto una Pagina su Facebook per portare aiuto alla popolazione di Haiti. Ci arrivi da qui: http://www.facebook.com/pages/Emergenza-Haiti-Urgence-Haiti-Haiti-Emergency/160614243961140

Nuovo messaggio di Evel Fanfan da Haiti

Chers Amis de l'Italie, Amis du Peuple Haïtien,
Haïti traverse le pire moment de fils histore, apres plus de 8 cyclones devastateurs, tremblement de terre des Nations Unies Qui a plus de sel bénit les 400,000 milles morts sans Compter, plus de deux (2) millons de genres sous des tentes Précaires et expose à la pluis au soleil et. Encore Aujourd'hui, la population du département de l'Artibonithe, du Plateau Central par frappe intérêt non épidémique de choléra terrible. Pire, l'Etat, les grandes ONG Qui detiennent les fonds de la Solidarité systé refusent d'secouriste reellement la population. Le président Clinton et sa Commission illegale Québec fel NE UNO rediculer Itinéraires des promesses sans fin.
Alors, Je Vous DEMANDE peuple du monde de debt Les Yeux vers Haïti secouriste etnous un CES resoudre problrmes. Vous AUMOHD Demande de UNO secouriste Avec Tout CE pouvez Québec vous.

Merci de Votre aide.

Me. Evel Fanfan Président AUMOHD
19, Delmas 49 - Port au Prince (Haiti)
Téléphone: 509-37548022

Cari Amici dell'Italia, Amici del Popolo Haitiano,
Haiti attraversa il momento peggiore della sua storia, dopo 8 cicloni devastatori, il terribile terremoto che ha prodotto 400.000 morti, senza contare i più di due milioni di persone sotto le tende precarie, esposte alla pioggia e al sole.
Ancora oggi la popolazione del dipartimento dell'Artibonithe, della zona centrale, sono state colpite da un'epidemia di colera terribile.
Peggio ancora il governo, le grandi ONG che detengono i fondi della solidarietà, si rifiutano sistematicamente di dare un aiuto concreto alla popolazione.
Il presidente Clinton, e la sua commisione illegale Québec fanno solo una interminabile, quanto ridicola, serie di promesse senza fine.
Allora io vi domando, popolo del Mondo, di rivolgere gli occhi verso Haiti e di portare soccorso per risolvere i problemi.

Grazie del vostro aiuto,

Me. Evel Fanfan Presidente Organizzazione AUMOHD
19, Delmas 49 - Port au Prince (Haiti)
Téléphone: 509-37548022

Haiti : Le zone colpite dal Colera

Nella cartina sono evidenziate le zone colpite dall'epidemia di Colera.
Si trovano tutte in prossimità del fiume Artibonite da dove
la popolazione attinge acqua per l'uso quotidiano.

Acqua per Haiti

Acqua per Haiti

Esplode un'epidemia di Colera ad Haiti con centinaia di vittime.
A 10 mesi dal terremoto che ha sconvolto l'isola delle Antille la situazione sta di nuovo precipitando.
In questi mesi sono stati tantissimi gli interventi a favore della popolazione haitiana, ma il divario tra la quantità degli aiuti e l'enormità di quanto accaduto è enorme...  ancor'oggi centinaia di migliaia di persone, solo nella capitale Port au Prince, vivono nelle tendopoli più o meno, o per niente, attrezzate, in mezzo a sporcizia, acqua e fango.
Una bottiglia d'acqua potabile può fare la differenza tra la vita e la morte, in una regione tropicale dove il colera non è mai stato sconfitto e ritorna ogni volta che le condizioni igieniche generali tendono a degradarsi.
Una bottiglia d'acqua minerale ad Haiti costa un'enormità... circa 50/60 centesimi di euro.
La popolazione locale utilizza però dei barilotti di acqua depurata che si possono trovare a prezzi più contenuti.
Resta però il problema del possibile contagio di verdura e frutta che siano venute a contatto con i batteri del colera.
La Scuola di Pace ha attivo un progetto di solidarietà rivolto ai bambini e alla popolazione di Haiti.
Nello scorso Aprile siamo stati in missione a Port au Prince e in altre località di Haiti.
Da allora stiamo lavorando, in collaborazione con la Società Civile Haitiana, per i progetti di ricostruzione delle scuole e l'aiuto diretto ai bambini. 
Chi voglia aiutare i bambini di Haiti, per i progetti di scolarizzazione, e contribuire all'acquisto in loco di acqua potabile, può inviare un contributo, tramite bonifico bancario bonifico bancario intestato a:  
"La Scuola di Pace" c/c 0744-000159612 Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila Agenzia Roma 3 - IBAN: IT49M0604003204000000159612, (specificare nella causale: PROGETTO HAITI)
oppure con Paypal o Carta di Credito, dal nostro sito internet http://www.lascuoladipace.org/, tramite il pulsante DONAZIONE.

La Scuola di Pace - Roma

Messaggio urgente di Evel Fanfan da Haiti

Messaggio urgente inviato da Evel Fanfan da Haiti: "Italo et mes amis, Haiti est encore frappe par une terrible epidemie dcolera. deja plus de 200 personnes sont mortes, plus de 3000 mille infectes. La populaion de l'Artibonithe, de St Marc et de Plateau Central ont besoin de l'aide d'urgence."
Italo e tutti gli amici, Haiti è ancora colpita da una epidemia CPDA terribile. già più di 200 persone sono morte, oltre 3000 infetti. La popolazione dell'Artibonithe, di San Marco e del Plateau Central hanno bisogno di aiuto urgente.